la felicità ritrovata dura poco. La Janara è ancora viva e attende al suo dovere, ma questa volta dovrà combattere anche contro se stessa

Ombra di falce

secoli dissolti in istanti
divampa rossa la fiamma
colori sono ora memorie
desideri che parole non rendono
tempo non uccide il custode
Janara di stirpe eterna
oscura e silente presenza
irabonda emerge dal fumo
inossidabile perseveranza di fede
ruba la scena all’ordine
la maschera dal diabolico ghigno
nasconde figura di donna
emerge l’impeto irrequieto
indifesa umana figura
sensibile al nobile gesto
veemente palesa il dolce sentire
tuonano vortici di nere nuvole
impotenza della ragione sul sentire
imminente fine nel terrestre vivere
medesimo sia il non possedere
per donna Janara e Dama
robuste radici dalla terra
cingono l’inerme Guerriero
rami dal viso e dal petto
mutano la forma in orrenda figura
ombra di falce apre il mantello
felici momenti strappati
emergono e svaniscono
egoismo d’umana natura
condanna la Dama al perenne ricordo

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